LA PERSONA
Qui il personaggio viene raccontato dal punto di vista umano. Emerge il ritratto di un'indole eclettica, guidata da una costante voglia di esplorare che costituisce la base del suo approccio innovativo.

Un’indole eclettica e visionaria

Curioso, eclettico e visionario: Patrizio Corno si distingue nel mondo del design per la continua esplorazione di vie alternative e per uno stile progettuale minimalista ma sorprendente.

Da sempre indaga la relazione intima tra l'essere umano e lo spazio che lo circonda. Da questa instancabile ricerca nasce il "Nomadismo Metropolitano": una filosofia abitativa fluida e anticipatrice in cui l'arredo smette di essere un elemento statico, per adattarsi in modo dinamico allo stile di vita di chi lo utilizza.

Il suo approccio trasforma gli ambienti in veri e propri laboratori di innovazione, spaziando dalle collaborazioni artistiche alle consulenze strategiche per grandi brand. Alla visione creativa, Patrizio unisce un profondo rigore tecnico e una costante attenzione all'evoluzione tecnologica.

Grazie a una solida esperienza nel furniture design, ha maturato una competenza a 360 gradi che gli permette di governare e curare l'intero ciclo di vita del prodotto: dalla prima intuizione su carta fino alla consegna nelle mani del cliente.

[Note biografiche basate sui curriculum originali di Patrizio Corno]

Ph. © Giovanna Ruggieri – "Black Coffee Towers: un omaggio ironico e casalingo, una citazione dell’opera di Anselm Kiefer 'Seven building Blue' (esposta in permanenza al Pirelli HangarBicocca di Milano), per vivere quotidianamente il piacere dell’arte." [Patrizio Corno]

ph. © patriziocornoarchitetto.it - Patrizio Corno durante l'evento presso la Facoltà di Design della Technical University of Moldova (UTM).

Il Sodalizio con la Moldavia

Patrizio Corno ha sviluppato un profondo legame con la Moldavia, nato da solide collaborazioni professionali che spaziano dal design alla consulenza strategica per l'avvio di nuove attività produttive. Nel corso degli anni ha costruito un'importante rete di contatti, fungendo da ponte tra l'imprenditoria locale e il know-how delle aziende italiane.

A testimonianza dell'apprezzamento per il suo operato nel Paese, nel marzo 2018 è stato protagonista della seconda edizione dell'Italian Design Day a Chișinău. Su invito dell'Ambasciata d'Italia e dell'allora Ambasciatrice Valeria Biagiotti, ha ricoperto il prestigioso ruolo di Ambasciatore del Design Italiano in Moldavia. In questa veste ha tenuto una lectio magistralis presso la Facoltà di Design della Technical University of Moldova (UTM), con l'obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni l'eccellenza e la filosofia progettuale del Made in Italy.

[Note biografiche basate sui curriculum originali di Patrizio Corno]

SIXty, Nuove Riflessioni 

In mostra la ricerca visiva e concettuale di Patrizio Corno, tra materia, luce e superfici.

Logo dell'evento - progetto: Patrizio Corno

Fortunato D'Amico, in occasione dell'evento da lui curato alla Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter (Milano, 2012), "SIXty, Patrizio Corno, Nuove Riflessioni", scrive:

«È implicita nelle ricerche di Patrizio Corno la teologia del tentatore, caratterizzata da un istinto infervorato, pronto a indagare qualsiasi cosa abbia la parvenza di serioso. Al contrario, quando si tratta di dare consistenza a temi apparentemente facili, l’ardore si trasforma in precisione tecnica e in ricerca tecnologica, tanto da lasciare senza fiato chi non ha avuto modo di conoscerlo e di frequentarlo. Un estremismo che corre tra polarità differenti, determinando il carattere assolutamente originale della sua produzione, che spazia tra l’invenzione di oggetti di design e la creazione di spazi interni, allestiti con soluzioni sempre innovative.»

«[...] Logiche del design, ma anche delle procedure artistiche che nella rete poetica di Patrizio Corno, si intrecciano, intelaiando un ordito di principi finalizzati a stimolare gli utenti all’uso degli oggetti anche per attività diverse dalla loro funzione primaria, creando ambiti per esortare pensieri ricreativi e di partecipazione.
SIXty è un viaggio lungo i binari della consapevolezza, percorso durante la stagione dei primi sessant’anni; un tragitto a tappe contemplative nel permanente cammino dell’evoluzione.»

❝In un momento qualsiasi ma cruciale della mia vita, ho deciso di dare atto a tutti gli impulsi creativi, che non fossero prettamente legati alla mia professione ufficiale, a lungo sopiti dalle incessanti ed incombenti necessità quotidiane. È stato un momento essenziale per rigenerare condizioni interiori ottimali e consentirmi di affrontare la vita con un pensiero positivo.❞

Nuove Riflessioni, Fortunato D'Amico intervista Patrizio Corno.

ph. © patriziocornoarchitetto.it [dall'archivio originale di Patrizio Corno]

Polaroid Party. Noi gente del design '80 e '90

C'era anche la polaroid di Patrizio Corno.

ph. © Giovanna Ruggieri

"Un grande ritratto del design italiano e della creatività milanese e internazionale negli anni ’80 e ’90" in una mostra all’ADI Design Museum (a cura di Antonella Mazza con Cristina Morozzi, Milano, maggio - giugno 2024).

Le 2.000 Polaroid esposte si sviluppano lungo la galleria dell’ADI come un DNA stilizzato, restituendoci i volti di chi ha dato vita al design nell’ultimo ventennio del Novecento – figure che ancora oggi influenzano le giovani generazioni. Sono immagini pre-digitali che raccontano incontri spontanei ed eventi collettivi.

Come un appassionato antropologo, l'architetto e designer Davide Mercatali (Milano, 1948) ha catturato l'essenza di un'epoca. Promotore di marchi ed eventi legati alla produzione industriale per la casa e gli spazi pubblici, Mercatali ha fotografato una galassia di creativi: dai grandi maestri italiani e internazionali ai protagonisti della moda e dell'arte. Non mancano i personaggi della notte milanese, frequentatori di locali storici e di tendenza come la Nave, il Banco, il Pois, il Carosello, l’ATM, il Bar Basso, la Trattoria Toscana e il Plastic.

Racconta Davide Mercatali – sempre sul sito della mostra: «Negli anni ’80 ho iniziato a fare ritratti a tutti gli amici che incontravo. Avevo un’intensa vita notturna e sociale. Spesso incontravo quelli che, come me, facevano i designer e coloro con cui lavoravamo: architetti, fotografi, pubblicitari, giornalisti, PR, clienti, galleristi, artisti, fumettisti, musicisti, DJ e gente dei locali.»